Fisps e le fonti di finanziamento delle Associazioni volontaristiche
Anche FISPS come tante altre associazioni che operano in altri ambiti è di tipo volontaristico. È un gruppo di persone che, animate e spinte dagli stessi ideali, si uniscono e danno vita ad una struttura che si occupa di soccorso sulle piste di sci.
Le persone che vi appartengono sono dei veri professionisti che forniscono un valido aiuto durante gli interventi di primo soccorso, collaborano con il personale sanitario e sono anche preparati ad operare in supporto al personale della stazione per la gestione delle attrezzature per la sicurezza delle piste da sci come segnali, reti “b” e “c” o materassi di protezione.
Frequentano corsi di aggiornamento per mantenere i titoli abilitativi ed organizzano sessioni di aggiornamento estive, in occasione delle quali si confrontano anche con gli altri operatori che agiscono nell’ambito del soccorso. Questi incontri sono utili per lo scambio di informazioni e procedure.
Per quanto riguarda il comportamento degli sciatori in pista possono essere educativi, invitandoli ad un comportamento più adeguato ed in caso segnalare alle forze dell’ordine condotte pericolose.
Si tratta di un’associazione orgogliosa dell’attività che svolge e del riscontro che ottiene sul campo. È stimata e conosciuta nelle Regioni in cui opera, non solo per la divisa appariscente (di colore arancione ad alta visibilità), ma anche per l’organizzazione e le persone che ci sono alle spalle!!
Ovviamente c’è un costo economico, per l’intera gestione, che per la maggior parte è dovuto all’acquisto dell’attrezzatura per il soccorso e per il trasporto degli infortunati, delle divise e delle coperture assicurative.
Pertanto si pone la questione di come reperire le relative fonti di finanziamento necessarie per permettere il proseguimento dell’attività.
Estendendo il discorso, questa è un’area che è stata oggetto di studi in diverse ricerche, che avevano lo scopo di analizzare eventuali legami di dipendenza o al contrario di totale autonomia, di un’organizzazione di terzo settore rispetto allo stato ed al mercato.
Quali sono le risorse finanziarie su cui può contare una qualsiasi associazione? Le informazioni segnalano come fonte primaria l’autofinanziamento e da un’indagine condotta qualche tempo fa emerge che si tratta del modus operandi di circa il 63% delle organizzazioni.
L’autofinanziamento esprime la capacità dell’impresa di provvedere in maniera autonoma alla copertura di una parte del fabbisogno generato dalla gestione.
Dall’analisi condotta emergono anche altre forme di finanziamento, usate in misura largamente inferiore: finanziamenti pubblici elargiti con regolarità, che comprendono le convenzioni in atto con enti locali di vario livello (Comune, ASL, provincia, regione, stato), le raccolte fondi (feste, concerti, iniziative…), donazioni da parte di terzi, sottoscrizioni (iscritti, soci, tesserati…). Anche considerando che ogni associazione può avvalersi contemporaneamente di fonti differenti di autofinanziamento, emerge la prevalenza della formula dell’autofinanziamento.
Come si può vedere, le associazioni hanno pochi strumenti a disposizione per reperire risorse necessarie a controbilanciare le spese. Inoltre alcune di esse come, per esempio le raccolte fondi, richiedono l’impegno di ulteriori risorse con il rischio di non avere ritorni economici adeguati.
Chiaramente anche FISPS non fa eccezione e questi discorsi generali valgono anche per la nostra realtà, ogni Sezione cerca di risolvere internamente le proprie esigenze.
Alcune sezioni FISPS, ad esempio Lombardia e Friuli Venezia Giulia, seppure con una cospicua serie di adempimenti amministrativi da rispettare annualmente, hanno attivato la possibilità di essere i destinatari della quota del 5 per mille dell’Irpef di quanti credono in questo progetto.
In Italia, la pratica degli sport invernali causa ogni anno circa 35.000 infortuni di cui 25.000 necessitano di pronto soccorso e circa 1.100 il ricovero in ospedale. Se si pensa sono dei costi sociali rilevanti che ogni cittadino si accolla e per cui bisognerebbe cercare di sensibilizzare maggiormente i frequentatori della montagna promuovendo la “cultura della neve” e della responsabilità: sapere ciò a cui si va incontro in un ambiente naturale, bello ma anche pericoloso. L’obiettivo è diffondere la cultura che la nostra sicurezza è prima di tutto nelle nostre mani. Progetti e buone idee ce ne sono sempre tanti, rimane sempre il problema di dover fare i conti con risorse non sufficienti per soddisfare tutte le esigenze.
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 20 Novembre 2009 11:12)

